Protezione dei dati e intelligenza artificiale: Matteo Colombo intervistato da La Provincia di Como

Articolo header

Il Presidente di ASSO DPO Matteo Colombo intervistato da La Provincia di Como sui nuovi scenari della protezione dei dati, sull’evoluzione della professione del Data Protection Officer e sulle sfide che attendono imprese e organizzazioni nell’era dell’intelligenza artificiale.




Quale ruolo è chiamato a svolgere oggi il Data Protection Officer all’interno delle organizzazioni? E come stanno cambiando le competenze richieste ai professionisti della protezione dei dati di fronte alla crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, della cybersecurity e delle nuove regole europee?

Sono alcuni dei temi affrontati da Matteo Colombo, Presidente di ASSO DPO, nell’intervista pubblicata da La Provincia di Como – Imprese e Lavoro, dedicata alle nuove sfide della data protection e della governance digitale.


Un DPO sempre più centrale nella governance delle organizzazioni

Come sottolinea il Presidente di ASSO DPO, «il DPO non è il “poliziotto della privacy”»: il suo ruolo è piuttosto quello di contribuire a valutare necessità, rischi e garanzie, collaborando con le diverse funzioni aziendali coinvolte.

Una collaborazione destinata a diventare ancora più importante nei prossimi anni. La protezione dei dati si intreccia infatti sempre più con la sicurezza informatica, la gestione dei rischi digitali e l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Per questo sarà fondamentale continuare a rafforzare indipendenza, autorevolezza e aggiornamento professionale del DPO, favorendo al tempo stesso il dialogo con le funzioni legali, IT, cybersecurity e AI governance.


AI Act: per le imprese è il momento di prepararsi

Tra i temi affrontati nell’intervista trova spazio anche l’AI Act e il nuovo quadro di obblighi che interessa imprese e organizzazioni.

Dal 2 agosto 2026 sono divenute applicabili nuove disposizioni in materia di trasparenza, mentre ulteriori obblighi riguardanti i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio entreranno progressivamente in applicazione nei prossimi anni.

Per le organizzazioni questo significa utilizzare il periodo di transizione per comprendere quali strumenti di AI vengono già impiegati, definire responsabilità interne, formare il personale, verificare i fornitori e garantire adeguati meccanismi di supervisione.

L’obiettivo non è frenare l’innovazione, ma creare le condizioni affinché possa essere conosciuta, valutata e governata responsabilmente.

È proprio in questa direzione che proseguirà l’impegno di ASSO DPO: accompagnare i professionisti nell’evoluzione delle competenze, mettere a disposizione strumenti e buone pratiche e ampliare il confronto con imprese, Autorità, università e associazioni europee, consolidando il ruolo dell’Associazione come punto di riferimento sui temi della data protection e della governance digitale.


Leggi l’intervista completa



Altre news